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Non abbiamo ricette miracolistiche e non abbiamo nemmeno la faccia tosta di promettere cose che non saremo in grado di gestire o realizzare. Ma in un momento in cui pare sia più importante parlare della fede religiosa professata dagli italiani (quale essa sia), che dei tanti problemi che assillano il paese, noi chiediamo agli anzolesi di collaborare per cercare delle soluzioni condivise - e soprattutto praticabili - in merito alla mancanza di case con affitti sostenibili e su come contenere i costi dei servizi forniti dal Comune.
Forse sbagliamo, visti i temi dominanti di questa campagna elettorale, ma siamo certo più vicini ai problemi della gente di chi parla (e sparla) di aborto, vescovi, papi, radicali, cattolici, laici e candidature. Dei veri problemi pare che non freghi niente a nessuno.

PER UNA SERIA POLITICA DELLA CASA
Il tema della casa è al centro del nostro impegno in Consiglio comunale e ricorre spesso nei nostri volantini. Ad Anzola Emilia è palese la mancanza di alloggi da affittare, e quando si trovano hanno costi che falcidiano inesorabilmente gli stipendi delle famiglie a medio reddito. Questa situazione è la logica conseguenza della disastrosa politica della casa perseguita dalla maggioranza che governa il Comune, che da dieci anni favorisce gli insediamenti produttivi senza adottare interventi utili a fornire sufficienti residenze popolari con affitto calmierato.
L’unica preoccupazione è stata quella di essere acquiescenti ai desideri dei costruttori e dare spazio ad abitazioni da vendere a libero mercato. Tale decisione ha certamente soddisfatto la domanda di appartamenti e villette, ma al prezzo di lasciare allo scoperto chi non può acquistare l’alloggio o pagare affitti da 500 a 700 euro mensili.
Quindi, il problema della casa dovrà rimanere al centro dell’attività politica ed occupare un posto prioritario nel programma della lista che organizzeremo per le elezioni comunali 2009, specialmente in previsione del nuovo Piano regolatore.
Le prime indicazioni del nuovo Piano sono di sostenere la richiesta di nuove residenze con una percentuale di abitazioni a regime calmierato che potrà arrivare fino al 20% del totale. Pertanto, la nostra azione deve essere finalizzata a costringere il Comune a presentare subito un piano-casa, tenendo conto che le la residenza sociale, o calmierata, deve andare di pari passo con la realizzazione delle nuove attività produttive. Se così non fosse, aggraveremmo la situazione e innescheremmo un dramma sociale difficilmente controllabile.

PIU' CONTROLLO NEL COSTO DEI SERVIZI!
Gas, acqua, rette per asilo e refezione dei ragazzi, raccolta dei rifiuti, servizi alle persone anziane o con handicap: sono spese che contribuiscono ad assottigliare i già magri bilanci familiari.
Gli anzolesi si sono mai chiesti per quale motivo paghiamo tanto questi indispensabili servizi, o perché la maggioranza è tanto restia ad affrontare un argomento così spinoso?
I costi dei servizi sono alti perché alcuni fornitori operano in regime di monopolio (Hera-acqua), e altri in regime di finta concorrenza (distribuzione gas) con prezzi che cambiano di poco da un distributore all’altro. E’ come per la benzina: i distributori sono molti, ma vendono con differenze di pochi centesimi. Ad essere maligni, vien da pensare che ci sia una sorta di accordo per mantenere alti i prezzi.
I costi della raccolta rifiuti, o di altre rette e tariffe, sono invece alti a causa di scelte della maggioranza che ha privilegiato la costituzione di società miste che operano con i criteri tipici delle aziende private.
Queste società gestiscono i servizi, ma non sempre si preoccupano di fornire buone prestazioni al minore costo possibile. Parliamo di Geovest (raccolta rifiuti) e Matilde-ristorazione (pasti e refezione).
Se pensate che il Comune è azionista delle aziende a cui ha affidato la gestione dei servizi (e pertanto ne incassa i dividendi a fine anno), abbiamo il paradosso di utenti che pagano molto i servizi e il Comune che incassa parte degli utili incamerati dalle aziende che forniscono i servizi al posto suo.
Non arrabbiatevi, perché in altre aziende ad azionariato interamente pubblico, il Comune di Anzola è socio con l’obbligo di coprire eventuali disavanzi, ma ha affidato le scelte operative ad organi di gestione che rispondono praticamente solo ai sindaci. Scavalcando tranquillamente i Consigli comunali che, guarda caso, rappresentano proprio i cittadini/utenti.
Non siamo dei rivoluzionari e ci rendiamo conto che operiamo in un regime di scelte (pur non condividendole) che sono irreversibili. Pertanto, chiediamo ai cittadini/utenti di sostenerci nell’organizzare un programma 2009 che ci faccia vincere le elezioni e ci consenta di imporre maggiori controlli nel modo di operare delle aziende alle quali il Comune ha affidato la gestione dei suoi servizi.
Se non riusciremo a mettere in discussione le decisioni di questo sindaco e di questa maggioranza, vogliamo almeno poter controllare i meccanismi che concorrono a stabilire i prezzi finali dei servizi. Impedendo che si facciano pagare agli utenti i costi delle inefficienze causate da funzionari, o operatori, che hanno il posto garantito dalla tessera del partito e non dalla competenza.