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Con sindaco e assessori del nostro paese.

PER UN COMUNE PIU' VICINO AI CITTADINI
Un Comune riesce ad essere al servizio delle persone se ha la capacità di dialogare con esse. Ad Anzola, la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica dovrebbe essere garantita dalle Consulte territoriali (gli ex Consigli di frazione) e dagli incontri previsti dallo Statuto comunale in fase di organizzazione del bilancio preventivo.
Di fatto, le Consulte territoriali non riescono ad essere il tramite del territorio con i vertici del Municipio. Il persistere della vecchia cultura centralista di considerarle uno strumento del sindaco, e della sua maggioranza, per ottenere il beneplacito sulle loro decisioni, impedisce alla gente di discuterle in modo approfondito. I cittadini sono stati ampiamente coinvolti solo quando le minoranze hanno fatto quell’opera di sensibilizzazione (Ponte Samoggia e Lavino) che i vertici del Comune si erano ben guardati dal fare.
Per quanto riguarda la partecipazione dei residenti alla formazione del bilancio comunale, gli assessori hanno depotenziato la carica innovativa di questo strumento di confronto con la drastica limitazione degli ambiti in cui si potevano esprimere proposte e osservazioni.
Pertanto, in un Comune che investe somme ingentissime sul territorio, la partecipazione dei cittadini è stata circoscritta all’indicazione di nuove rastrelliere per le biciclette, allo scontato incremento del verde pubblico e ad altri ambiti più di facciata che di sostanza. In pratica, una montagna che ha partorito un topolino.

PIU' TRASPARENZA E PARTECIPAZIONE
Noi vogliamo che la partecipazione popolare sia ottenuta attraverso delle vere consultazioni, ed è insieme agli anzolesi che poi valuteremo quello che si può fare subito e quello che si realizzerà in un secondo tempo. E a quel punto vedrete che le assemblee territoriali saranno meno deserte di quelle attuali.
Soprattutto, è nostra intenzione corresponsabilizzare i contribuenti sul modo con cui il Comune spenderà i loro soldi. Anche perché (scusate l’ardire…) pensiamo sia un loro sacrosanto diritto.
Quella che proponiamo non è una rivoluzione, ma la normale realizzazione di quello che prevede lo Statuto comunale. Con una differenza rispetto alla prassi odierna: noi intendiamo veramente concordare con gli anzolesi le scelte di sviluppo.

SINDACO E ASSESSORI DEL NOSTRO PAESE...
Promettiamo ai cittadini di Anzola Emilia che ci impegneremo affinché il prossimo sindaco sia un anzolese. E quando intendiamo anzolese non intendiamo “nato ad Anzola” ma residente in paese da un discreto periodo di tempo.
Basta ai sindaci paracadutati dai Comuni limitrofi, e questo vale anche per gli eventuali assessori.
Non siamo una colonia e non vogliamo dei governatori.
Il paese è cambiato molto negli ultimi dieci anni, e i nuovi insediamenti produttivi previsti sulla via Emilia lo cambieranno ancora. La popolazione di origine straniera ha superato quella nata ad Anzola, e circa otto residenti ogni dieci provengono da altre città. Quindi, il requisito che dovrà avere chiunque sarà candidato sindaco sarà di vivere nel paese che dovrà amministrare, di essere a contatto con la sua gente e di conoscere bene i problemi che dovrà risolvere in prima persona.
Non ci hanno mai convinto i sindaci che non risiedono nel Comune che amministrano, perché non possono avere le identiche sensibilità di chi è sindaco del proprio paese. E’ come un dottore che cura un estraneo e un dottore che cura un proprio familiare: sono ambedue medici e professionisti seri, ma la differenza è palese. Non è solo una questione di capacità, ma di amore per la propria terra e per i propri compaesani, e i problemi non si devono affrontare solo quando ce li presentano, ma si devono percepire vivendo quotidianamente a contatto con la gente.
...E SOPRATUTTO PIU' PRESENTI
Un’altra solenne promessa che facciamo a coloro che riterranno opportuno colla-borare con noi, è che se vinceremo le elezioni comunali 2009 non ci saranno assessori residenti al di fuori del paese. Siamo profondamente allergici agli assessori che pretendono di governare Anzola vivendo e lavorando a Bologna, o ricevendo i cittadini dalle 12.30 alle 14.30 quando il Comune chiude alle 12.30. E l’incomprensibile decisione di sindaco e assessori di chiudere parte degli uffici comunali al sabato, è tipica di persone che non hanno, e non avranno mai, l’esatta percezione di cosa significa per un anzolese non poter andare in Comune l’unico giorno in cui non lavora.
E’ incomprensibile che un grande partito come il Partito Democratico sia costretto ad affidare l’amministrazione del paese a persone che risiedono altrove, e non comprendiamo come mai non riesca a proporre per il governo locale dei personaggi locali. Noi, che siamo in meno, questo problema non lo abbiamo.