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Appuntamento con i cittadini!

Una piccola frazione del Comune di Anzola dell’Emilia, a pochi km. dalla grande Bologna , diventata uno “ studio di laboratorio “ negli ultimi dieci anni.
Su questa piccola borgata, che negli ultimi anni ha raddoppiato i propri abitanti, sono state fatte analisi, considerazioni e valutazioni da parte di tutti coloro che si sono preoccupati di capire perché questa piccolo centro abbia i tipici sintomi di un ammalato di depressione.
Forse, solo chi abita in questo villaggio può dimostrare che (come sempre) l’apparenza inganna e come per tutti i malati, la medicina e’ a portata di mano. E’ stato detto che i residenti a mala pena si conoscono, che e’ un villaggio dormitorio, che e’ un canile pubblico e chi ne ha più ne metta….
Molti dimenticano che i residenti di S.Giacomo del Martignone sono, a tutti gli effetti, cittadini del Comune di Anzola dell’Emilia e come tali andrebbero trattati, coinvolti, sentiti. Ma, di fatto, così non è mai stato, e non e’. L’impressione e’ quella di essere a tutti gli effetti cittadini di serie B.

Certo, quando si tratta di pagare le tasse, d’ improntare una qualche politica elettorale, di fare propaganda o di assolvere ai cosiddetti doveri del buon cittadino, tutti si ricordano chi siamo e soprattutto dove abitiamo: ma quando si tratta di “ascoltare le reali esigenze dei residenti “ chiedendo, magari, quali sono le effettive necessità: quelle di tutti i giorni, di qualità di vita, quelle che coinvolgono giovani, anziani, citta-dini di altre nazionalità, allora ci si limita a qualche bella riunione di facciata, con tante belle promesse e poi …….. si vedrà. Vogliamo fare qualche esempio?
Sono anni che da più parti e’ stata fatta notare l’utilità di due ristoranti e tre bar che sicuramente giovano allo spirito, ma sarebbe anche opportuno dotare la frazione di un piccolo market almeno per i generi di prima necessità; la risposta e’ stata il silenzio più assoluto.
Non dimentichiamo, infatti, che soprattutto negli ultimi anni moltissime famiglie di giovani coppie sono venute ad abitare in S.Giacomo del Martignone e sono nati tanti bambini. Non dimentichiamo nemmeno che ci sono tanti anziani, di cui molti non autosufficienti, che avrebbero sicuramente bisogno almeno di un punto-spesa ove ricorrere senza dover aspettare l’aiuto di qualcuno dotato di autovettura.

Infatti, molti dimenticano che non tutti hanno la possibilità di avere una macchina, e l’unica certezza di questa piccola frazione è che senza auto sei fuori dal mondo!
Quindi…..abbiamo creato una moltitudine di emarginati?
Se è vero che un Comune riesce ad essere al servizio delle persone solo se ha la capacità di dialogare e di ascoltare, credo di poter dire che in cima alla scala dei valori dei residenti di S.Giacomo del Martignone c’e la grande necessità di essere ascoltati , di sentirsi “protagonisti “, di essere coinvolti preventivamente nella definizione del nuovo Piano Regolatore (PSC) così da creare le condizioni per avere almeno i servizi indispensabili alla vita quotidiana, fra i quali, ad esempio, anche un centro per gli anziani e i giovani che, diversamente, non hanno altra alternativa se non quella di restare in casa o di recarsi nei Comuni vicini. Disertando forzatamente il luogo di residenza e non potendo iniziare quella socializzazione (che manca nella frazione) che è alla base del convivere civile e ne costituisce uno degli aspetti più importanti e significativi.
La comunicazione, la partecipazione, la condivisione: sono gli elementi indispensabili per una civile convivenza e per una giusta e serena vita sociale. Invece cosa si fa’?
Si festeggia, come sempre, a tortellini e vino rosso, sperando che il cosiddetto oppio dei poveri faccia ancora una volta dimenticare i grandi e gravi problemi che assillano sempre più le famiglie di S.Giacomo.