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Appuntamento con i cittadini!

Nei prossimi cinque mesi si deciderà come programmare la crescita economica e sociale del paese, e lo sviluppo va concordato sopratutto con i cittadini. A molti sembrerà una stranezza la nostra pretesa di coinvolgere la gente in questa discussione, ma i danni causati al paese da quindici anni di scelte verticistiche ci pare che bastino.
LA ZONA INDUSTRIALE
Entro la fine dell’anno sarà adottato il nuovo Piano regolatore (PSC), e in esso assume straordinaria importanza il comparto produttivo “Martignone”. Questa sarà l’unica zona di sviluppo produttivo, e i problemi emersi in fase di discussione sono ancora tutt’oggi senza risposte certe.
Non siamo certamente noi quelli che vogliono limitare le occasioni di lavoro, ma le nuove fabbriche non possono essere fini a sé stesse e devono essere contornate da abitazioni per gli operai, da servizi sociali per le famiglie e i fanciulli, da strade e servizi di trasporto che agevolino i trasferimenti delle maestranze sul posto di lavoro. E i problemi legati al traffico che si riverserà sulla via Emilia, quali risposte avranno in fase operativa?
Oggi, l’unica cosa certa sono i capannoni che saranno costruiti. Il casello autostradale di Pragatto non c’è, la “nuova Bazzanese” nemmeno, il ponte sul torrente Samoggia è nel mondo dei sogni. Quale sfogo avrà il traffico? Quando vedremo accanto ai nuovi insediamenti i progetti delle nuove strade?

IL TRAFFICO A PONTE SAMOGGIA
Poco tempo fa si è verificato l’ultimo incidente stradale a Ponte Samoggia, e la situazione ha raggiunto livelli intollerabili. Il Comune di Anzola Emilia, insieme a quello di Crespellano, pare che non prestino sufficiente attenzione a questo gravissimo problema, e l’unico intervento concreto risulta essere il progettato ponticello per l’attraversamento pedonale del torrente Samoggia.
E’ poco e insufficiente. Basta guardare i tanti paletti di ghisa abbattuti di fronte all’oratorio di S.Elisabetta. Andare in chiesa è diventato un azzardo che penalizza sopratutto le persone anziane.
Purtroppo, paghiamo oggi il conto di decenni di sottovalutazione del problema, e paghiamo in termini di pericolosità del traffico, e di incidenti gravi, la scelta di industrializzare la via Emilia senza prevedere la contemporanea costruzione di strade alternative. Si è intervenuti solo recentemente con la costruzione della bretella a nord della Chiesaccia, pur sapendo che se non ci saranno sviluppi dopo il Castelletto, e in territorio di Calcara, la strada rischia di essere una cattedrale nel deserto.
Il prossimo sindaco dovrà considerare la sicurezza a Ponte Samoggia una priorità assoluta, evitando di intervenire solo dopo la tragedia di un incidente mortale, e la costruzione di nuove strade dovrà procedere se non prima, almeno contemporaneamente ai nuovi capannoni.