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Venerdì 21/11/2008

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19/07/2008

Qualche idea su cui lavorare

Vi proponiamo alcuni elementi di riflessione sui programmi che costruiremo insieme

Vignetta

Idee e competenza

Un programma elettorale è un insieme di grandi idee, di piccole esperienze, di gestione dei problemi e di saper dare a tutto la giusta priorità. Non ci sono solo i “grandi progetti”, ma anche le piccole cose di ordinaria amministrazione. Tutto è utile e tutti sono importanti.

Nell’amministrare un Comune occorre prestare attenzione ai progetti di sviluppo perché sono quelli che garantiscono benessere e occupazione, ma è necessario intervenire per alleviare anche quei disagi (a torto considerati “minori”) che spesso irritano i cittadini perché figli della sciatteria e della superficialità di chi non fa pienamente il proprio dovere. Pertanto, va bene “volare alto” nel programmare lo sviluppo economico del paese, ma a patto che si intervenga anche quando c’è da pulire meglio le strade, impedire gli schiamazzi di chi crede che l’inciviltà sia un diritto e intervenire rapidamente per eliminare i guasti nell’erogazione dei servizi di prima necessità. Un cassonetto che puzza sotto le finestre di un condominio non è un “problema minore”, ma è un disagio che occorre rimuovere perché limita il sacrosanto diritto di chi vuole tenere le finestre aperte.

Sono alcune riflessioni che poniamo all’attenzione degli anzolesi invitandoli a farci conoscere le loro idee in proposito.

 
 
Vignetta

Il reddito dei servizi sociali

Se pretendiamo che i servizi sociali siano ben gestiti è perché sono una componente importante del reddito. Infatti, come non considerare un ulteriore reddito l’asilo-nido, o la scuola materna che consente alle famiglia la piena occupazione? E non è forse un reddito il servizio che consente a non-autosufficienti e anziani di vivere in casa una vita di buona qualità? Il ricovero in appositi istituti costerebbe molto di più, sia in termini economici che di mortificazione della loro dignità.

Considerando le cose sotto l’aspetto economico, dobbiamo dedurre che la carenza dei servizi sociali si trasforma immediatamente in una diminuzione del reddito delle famiglie, così come sono un danno per l’economia domestica gli aumenti di rette, e tariffe, non rapportati alla effettiva capacità di spesa di genitori e  utenti.

Non chiediamo servizi gratuiti, chiediamo solo che gli utenti non siano costretti a pagare diseconomie e disservizi causati da amministratori che non hanno il coraggio di far prevalere l’economicità dei pubblici servizi sugli interessi di partito. Forse per paura di perdere la poltrona.

 
 
Vignetta

La sicurezza ad Anzola

La materia è delicata e occorre affrontarla con serenità e tranquilla fermezza. I capigruppo Francesco Roncaglia (Forza Italia-PDL), Gabriele Gallerani (Lista civica “Pro-getto per Anzola) e Riccardo Facchini (AN/Lega/UDC) hanno discusso l’argomento in due Consigli comunali straordinari e in una pubblica assemblea svoltasi il 28 maggio scorso, e sono intenzionati a continuare l’impegno insieme al Comitato promotore della lista civica “La nostra Anzola” e ai cittadini che vorranno contribuire a mantenere alto il livello di attenzione su questo tema.

Nessuno ha l’intenzione di cavalcare le paure della gente, ma anche nell’ultima assemblea svoltasi nella sala consiliare si sono sentite, forti e chiare, le testimonianze di chi chiede maggiore impegno per restituire un buon livello di sicurezza al paese.

La sicurezza è libertà, e se non c’è la percezione della sicurezza non possiamo considerarci uomini liberi.

Pertanto, chiunque si candidi alla guida del Comune ha l’obbligo di spiegare cosa intende fare (limitatamente alle competenze di un sindaco) in questo settore, e se localmente occorrono più fondi da destinare alla sicurezza, ebbene si taglino le spese inutili ( e ce ne sono tante!).

E’ ovvio che il problema non è solo di Anzola, perché è cambiata la società e il modo di vivere, e i fenomeni delinquenziali sono anche figli di questo cambiamento. Ma chi subisce un furto, o una rapina, non chiede agli amministratori comunali raffinate analisi sociologiche ma cosa intendono fare per evitare che accada ancora, o che possa succedere ad altri.

Presentiamo alcune brevi proposte, limitatamente alle competenze dei Comuni, sulle quali invitiamo i cittadini a riflettere:

- occorre installare apparecchiature di video sorveglianza con monitor di controllo presso i carabinieri. E la regione Emilia Romagna è disposta a finanziarle

- occorre fare funzionare meglio la Polizia municipale, riducendo il personale negli uffici e intensificando il controllo del territorio

- occorre moltiplicare il contatto diretto tra vigili e cittadini, perché affidare le denunce all’URP o a un operatore di call-center è il miglior modo per allontanare la gente

- occorre un servizio di Polizia municipale fisso anche nelle frazioni, sono sufficienti poche ore in alcuni giorni la settimana, perché non si possono lasciare sguarnite le zone periferiche del paese

- è da riconsiderare il servizio di vigilanza notturna della Polizia municipale. Così com’è è inefficace e toglie inutilmente ore e personale al servizio diurno

- occorre informare i cittadini, e le persone più anziane, con “vademecum” in cui le forze dell’ordine illustrano come evitare truffe, raggiri, scippi e quant’altro fa parte del repertorio dei delinquenti nostrani e d’importazione