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L'articolo di Renzo Bianchini per "Anzola Notizie" di agosto 2008
Si sta avvicinando il termine del mandato amministrativo e si possono già fare bilanci sull’attività svolta in questi anni.
Oltre a considerazioni più strettamente amministrative, ci si può soffermare sullo sviluppo dei rapporti tra i gruppi consiliari,
in particolare tra gruppo di maggioranza e gruppi di minoranza.
Nel Consiglio comunale uscito dalle elezioni del giugno 2004 sono risultati eletti, oltre al gruppo di maggioranza altri quattro
gruppi di opposizione che spaziano dalla sinistra di rifondazione comunista alla destra di alleanza nazionale.
In un contesto così parcellizzato e variegato è comprensibile la difficoltà di impostare una strategia univoca nei confronti delle
minoranze.
Nella prima parte del mandato il Consiglio è stato particolarmente impegnato per l’aggiornamento degli strumenti istituzionali
per far funzionare meglio la macchina comunale e per rendere più partecipata la discussione sugli atti da parte del Consiglio,
in questo modo anche i gruppi di minoranza possono conoscere e partecipare alle delibere fin dal momento della loro istruttoria.
Tutto ciò pur restando all’interno della funzione attribuita loro dagli elettori: di indirizzo per il gruppo di maggioranza, di controllo
e proposta per i gruppi di minoranza.
Il nuovo Statuto, la modifica del regolamento del Consiglio comunale con l’introduzione della figura del Presidente, regolamento
ed istituzione delle Consulte territoriali, solo per citare i più importanti, sono stati momenti molto proficui di discussione e di
confronto tra i gruppi che ha portato ad una approvazione quasi unanime di tali strumenti.
Come era prevedibile le contrapposizioni, anche particolarmente aspre, sono avvenute quando la discussione si è spostata sulle
scelte operative relative alla realizzazione di interventi urbanistici, socio-sanitari, scolastici. In questi casi le posizioni delle
minoranze si sono particolarmente irrigidite, arrivando da parte di qualche gruppo a rasentare la sfrontatezza.
L’impressione ricavata durante le discussioni di questi anni è che nessun gruppo di minoranza è riuscito a far intravedere un progetto
complessivo di sviluppo o di gestione alternativo a quello proposto dalla maggioranza. Hanno preferito impegnare tempo a discutere
delle buche nelle strade, di manutenzioni ordinarie o di qualche opera, sicuramente perché più facilmente percepibili e più facilmente
oggetto di strumentalizzazione politica, invece di affrontare in maniera critica problemi che vedono impegnate ingenti risorse comunali
per i servizi scolastici o alla persona. L’esempio più evidente lo si è avuto in occasione dell’approvazione del bilancio consuntivo 2007.
Le minoranze, durante la discussione hanno glissato su tali argomenti. Non hanno proferito una parola su spese che rappresentano circa
il 40% del bilancio, non si sono neppure poste la domanda più logica: fino a quando saremo in grado di sostenere tali spese, soprattutto
in considerazione delle notizie che arrivano dal governo centrale.
Preferiscono nascondersi dietro il dito degli sprechi, che giustificano i tagli, piuttosto che affrontare in maniera propositiva un problema
molto complesso: soddisfare i bisogni dei giovani, in particolar modo delle giovani coppie, e mantenere i servizi per gli anziani.
Fatte queste poche considerazioni si può affermare che non è mai mancata la volontà del confronto anche nei momenti di scontro più
esasperato. Premesso che il dialogo è un metodo di governo funzionale alla migliore soluzione dei problemi della collettività, si deve
constatare che tale pratica richiede un rispetto ed una legittimazione reciproca. In poche parole accorre costanza e pazienza.
Lungo questa strada ci siamo e dovrà essere portante non solo per questo ultimo scorcio di mandato ma anche e soprattutto per il prossimo.
Renzo Bianchini
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