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18/08/2008

Sui rapporti tra i Gruppi consiliari

L'articolo di Renzo Bianchini per "Anzola Notizie" di agosto 2008

Si sta avvicinando il termine del mandato amministrativo e si possono già fare bilanci sull’attività svolta in questi anni.

Oltre a considerazioni più strettamente amministra­tive, ci si può soffermare sullo sviluppo dei rapporti tra i gruppi consiliari,

in particolare tra gruppo di maggioranza e gruppi di minoranza.

Nel Consiglio comunale uscito dalle elezioni del giugno 2004 sono risultati eletti, oltre al gruppo di maggioran­za altri quattro

gruppi di opposizione che spaziano dalla sinistra di rifondazione comunista alla destra di alleanza nazionale.

In un contesto così parcellizzato e variegato è comprensibile la difficoltà di impostare una strategia univoca nei confronti delle

minoranze.

Nella prima parte del mandato il Consiglio è stato par­ticolarmente impegnato per l’aggiornamento degli stru­menti istituzionali

per far funzionare meglio la macchina comunale e per rendere più partecipata la discussione sugli atti da parte del Consiglio,

in questo modo anche i gruppi di minoranza possono conoscere e partecipare alle delibere fin dal momento della loro istruttoria.

Tutto ciò pur restando all’interno della funzione attribuita loro dagli elettori: di indirizzo per il gruppo di maggioranza, di controllo

e proposta per i gruppi di minoranza.

Il nuovo Statuto, la modifica del regolamento del Con­siglio comunale con l’introduzione della figura del Presi­dente, regolamento

ed istituzione delle Consulte territo­riali, solo per citare i più importanti, sono stati momenti molto proficui di discussione e di

confronto tra i gruppi che ha portato ad una approvazione quasi unanime di tali strumenti.

Come era prevedibile le contrapposizioni, anche partico­larmente aspre, sono avvenute quando la discussione si è spostata sulle

scelte operative relative alla realizzazione di interventi urbanistici, socio-sanitari, scolastici. In questi casi le posizioni delle

minoranze si sono particolarmente irrigidite, arrivando da parte di qualche gruppo a rasentare la sfrontatezza.

L’impressione ricavata durante le discussioni di questi anni è che nessun gruppo di minoranza è riuscito a far intravedere un progetto

complessivo di sviluppo o di ge­stione alternativo a quello proposto dalla maggioranza. Hanno preferito impegnare tempo a discutere

delle buche nelle strade, di manutenzioni ordinarie o di qualche opera, sicuramente perché più facilmente percepibili e più facilmente

oggetto di strumentalizzazione politica, invece di affrontare in maniera critica problemi che vedono impe­gnate ingenti risorse comunali

per i servizi scolastici o alla persona. L’esempio più evidente lo si è avuto in occasione dell’approvazione del bilancio consuntivo 2007.

Le minoranze, durante la discussione hanno glissato su tali argomenti. Non hanno proferito una parola su spese che rappresentano circa

il 40% del bilancio, non si sono neppure poste la domanda più logica: fino a quando sare­mo in grado di sostenere tali spese, soprattutto

in consi­derazione delle notizie che arrivano dal governo centrale.

Preferiscono nascondersi dietro il dito degli sprechi, che giustificano i tagli, piuttosto che affrontare in maniera propositiva un problema

molto complesso: soddisfare i bisogni dei giovani, in particolar modo delle giovani cop­pie, e mantenere i servizi per gli anziani.

Fatte queste poche considerazioni si può affermare che non è mai mancata la volontà del confronto anche nei momenti di scontro più

esasperato. Premesso che il dia­logo è un metodo di governo funzionale alla migliore so­luzione dei problemi della collettività, si deve

constatare che tale pratica richiede un rispetto ed una legittimazione reciproca. In poche parole accorre costanza e pazienza.

Lungo questa strada ci siamo e dovrà essere portante non solo per questo ultimo scorcio di mandato ma anche e soprattutto per il prossimo.

 

Renzo Bianchini

 

insiemeperanzola@anzola.provincia.bologna.it