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Giovedì 04/12/2008

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01/04/2008

Solidarietà al popolo Saharawi e per il popolo del Tibet

Il testo dell'OdG, proposto dall'associazione onlus "El Ouali" (il cui presidente, che ringraziamo,

è Federico Comellini, anzolese) e presentato dal nostro Gruppo (Silvia Manfredini, consigliera delegata

alla Cooperazione internazionale) in solidarietà al popolo saharawi e per sostenere le iniziative

internazionali a riconoscere la loro autonomia. Durante la discussione il testo è stato integrato

in alcune parti per esprimere preoccupazione e solidarietà per il popolo del Tibet.

Il muro della vergogna fra Marocco e popolo saharawi: 2700 km !

Il Consiglio Comunale del Comune di Anzola dell'Emilia

premesso che

il protrarsi del conflitto, ormai più che trentennale, nel Sahara Occidentale obbliga all'esilio tanti

Saharawi, mentre la popolazione che vive nei territori occupati dal Regno del Marocco è vittima di

inammissibili violazioni dei propri diritti umani;

l'Onu, nel corso degli anni, mediante risoluzioni dell'Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza,

ha riaffermato più volte il diritto all'autodeterminazione del Popolo Saharawi e ha presentato diversi

piani di regolamento per la soluzione del conflitto, come il piano di regolamento delle Nazioni Unite,

approvato dal Consiglio di Sicurezza con risoluzioni n. 658 del 27 giugno 1990 e n. 690 del 29 aprile

1991, gli accordi di Houston firmati nel settembre 1997 dalle due parti in conflitto e il piano Baker III

per l'autodeterminazione del Popolo Saharawi, elaborato su richiesta del Consiglio di Sicurezza e da

questo approvato con risoluzione n. 1495 del 31 luglio 2003;

la soluzione della questione del Sahara Occidentale non può che avvenire mediante la libera espressione

della scelta del Popolo Saharawi sul proprio avvenire, mediante un libero referendum per l'autodeterminazione,

cui la comunità internazionale non può ormai più derogare;

il rappresentante italiano nel Consiglio di Sicurezza dell'Onu, nella riunione del 30 aprile 2007, ha espresso

voto favorevole sulla risoluzione n. 1754, che invitava le parti ad un negoziato diretto sotto l'egida dell'Onu;

il negoziato in questione, ancora in corso, ha avuto inizio nel mese di Giugno 2007, è proseguito nei mesi

di Agosto 2007 e Gennaio 2008 e continuerà nel prossimi mesi sempre con il sostegno e l'appoggio delle

Nazioni Unite;

il Consiglio di Sicurezza dell'ONU in data 31 ottobre 2007 ha adottato all'unanimità una nuova risoluzione

(1783/2007) che proroga fino al 30 aprile 2008 il mandato della MINURSO e richiama la continuità dei

negoziati sotto l'egida del Segretario Generale delle Nazioni Unite;

anche il Tibet è un paese indipendente occupato militarmente dalla Repubblica Popolare Cinese nel 1950

e che da tale data il popolo tibetano è sottoposto ad una progressiva espropriazione della propria libertà,

indipendenza e identità culturale ed etnica;

il 2008 è il 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

ribadita

l'importanza della piena attuazione di tale dichiarazione e della promozione e realizzazione di tutte le

azioni ad essa connesse in modo tale da garantire ad ogni individuo tutti i diritti umani che gli spettano,

indipendentemente dal popolo di cui faccia parte o dal territorio in cui viva

 

manifestata

la propria preoccupazione per il permanere della situazione di conflitto in Sahara Occidentale, l'unico

territorio d'Africa a non avere ottenuto l'indipendenza, perché passato direttamente dalla dominazione

coloniale spagnola all'occupazione militare del Marocco, senza che il popolo Saharawi abbia potuto

esprimersi democraticamente;

grande preoccupazione per la brutale e violenta repressione da parte del regime cinese di ogni

manifestazione pacifica a favore della libertà e della democrazia. In particolare, i monaci buddisti

tibetani

sono vittime di azioni della polizia cinese che richiamano la violenza del regime birmano contro i

monaci di quel Paese.

considerato che

Il Comune di Anzola dell'Emilia è vicino alla vicenda del Popolo Saharawi attraverso la promozione

di iniziative di sensibilizzazione e di conoscenza oltre che attraverso il patrocinio all'iniziativa di

accoglienza delle bambine e dei bambini Saharawi durante l'estate e all'organizzazione e alla partecipazione

insieme agli altri comuni di Terred'Acqua di un torneo di basket solidale.

chiede alle competenti Autorità di

- mettere in pratica ogni iniziativa per giungere ad una soluzione condivisa e definitiva del conflitto nel

Sahara Occidentale, nell'ambito di quanto stabilito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite;

- adoperarsi affinché abbia termine il dramma umanitario che il Popolo Saharawi vive da più di trent'anni

in violazione dei propri fondamentali diritti umani;

- riconoscere alla rappresentanza in Italia del Fronte Polisario lo status diplomatico, come è stato richiesto

ed approvato dal Parlamento Italiano in data 12 Luglio 2007 e fatto in passato per altri movimenti di

liberazione riconosciuti dall'Onu come interlocutori ufficiali in processi di pace;

- assumere iniziative volte a conseguire la soluzione del conflitto mediante la piena accettazione delle parti

del principio del diritto all'autodeterminazione del Popolo Saharawi, senza presupporre, in nessun caso,

alcun diritto di sovranità del Regno del Marocco sul Sahara Occidentale finché non si sia pronunciato,

mediante referendum, liberamente e democraticamente il Popolo Saharawi;

- mettere in pratica le iniziative diplomatiche affinché cessi la repressione nei confronti dei monaci

tibetani e della grande domanda di identità e autonomia di quel popolo che in Tibet sta difendendo

i propri diritti; in questo senso è auspicabile un dialogo diretto fra la Cina e il Dalai Lama, che non

è un separatista ma un'autorità morale che può aiutare il Tibet;

- la lotta pacifica del popolo Saharawi è un esempio di come sostenere costantemente le proprie ragioni

senza violenza

 
 
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