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Nei mesi di settembre e ottobre 2008, ci saranno una serie di incontri nelle frazioni per raccogliere le idee, i pareri e le proposte dei residenti

Siamo certi che ci perdonerete la franchezza di linguaggio e l’assenza dei paroloni altisonanti usati da chi promette di cambiare tutto, evitando poi di farlo. Noi siamo ancora convinti che se “democrazia” significa rendere partecipi i cittadini delle decisioni che li riguardano direttamente, il modo migliore di renderle onore è attuarla quotidianamente con convinzione.
Non è solo una questione di metodo: è soprattutto una questione di stile.
La strada non è in discesa
Organizzare una lista civica è più difficile che affidarsi a collaudate strutture di partito, vuoi perché non esistono organismi gerarchici, vuoi perché non c’è il vincolo ideologico che unisce. Ognuno contribuisce con la sua cultura, le sue idee e la sua convinzione religiosa.
E ci pare più che sufficiente.
Non siamo degli sprovveduti e sappiamo bene che il confronto su taluni argomenti sarà parecchio spigoloso, ma siamo certi di avere sufficiente buon senso per superare gli scogli più difficili. Se non ci riuscissimo significherebbe che abbiamo ancora bisogno di qualcuno che decide al posto nostro.
Sarebbe una grande delusione!!

Al centro dell’attenzione
La lista civica si chiamerà “La nostra Anzola”, e nel nome c’è tutta la determinazione di rappresentare un paese che ha come punto di riferimento il cittadino e i suoi problemi.
Siamo stanchi di essere considerati parte della città metropolitana, parte dell’associazione di Comuni Terre d’acqua”, parte di qualsiasi altro organismo sovracomunale che ci espropria del diritto di definire in modo autonomo le linee di sviluppo del Comune in cui viviamo. Non siamo pregiudizialmente contrari agli organismi che tendono a superare la gestione campanilistica della cosa pubblica, così come non siamo contrari ad un governo maggiormente pianificato del territorio, ma questo deve essere il frutto del confronto fra tutti i soggetti interessati, non la presa d’atto di quello che di solito decidono i Sindaci in splendida solitudine.
Anche perché i loro programmi danno molta importanza agli interessi del partito, agli equilibri interni e alla necessità di conservare, oltre al consenso popolare, sostanziose quote di potere.
Noi, al contrario, vogliamo conquistare il consenso degli anzolesi con la buona amministrazione. Pertanto, scusateci se abbiamo altri propositi

Le spese del Comune
Organizzare un programma di sviluppo significa occuparsi di vari argomenti: dalla residenza alla pianificazione del territorio, dalla gestione dei servizi ai problemi nelle frazioni. Sono cose importanti che richiedono impegno, competenza e capacità di scelta.
C’è però un capitolo che ci sta particolarmente a cuore e del quale ci occuperemo a fondo: il sistema di spesa del bilancio comunale.
Se siete convinti che quello che scriviamo sia una inutile polemica, vi preghiamo di cestinare il foglio. Ma se i nostri interrogativi sono anche i vostri, non chiedeteci di quale partito siamo, ma chiedetevi piuttosto come possiamo lavorare insieme per avere un Comune che sia veramente al servizio del cittadino contribuente.