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Mercoledì 03/12/2008

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10/07/2008

Sicurezza e solidarietà

Con dodici voti favorevoli e quattro contrari, il Consiglio comunale del 26 giugno 2008 ha approvato un ordine del giorno proposto dal gruppo consigliare Insieme per Anzola con Loris Ropa sul tema “sicurezza e solidarietà”. Tale o.d.g. nasce da alcuni fatti criminosi succedutisi in breve tempo (l’uccisione di un giovane ragazzo veronese conseguenza estrema di una logica secondo cui chi non è omologato è il nemico capro espiatorio; l’incendio ed il lancio di bombe molotov contro il campo Rom di Ponticelli a Napoli; le spedizioni punitive a carico di interi gruppi di persone condotte in base ed a motivo della loro appartenenza etnica;) ed ha come scopo quello di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e degli enti preposti ad una maggiore efficacia di azione contro lo sviluppo di fenomeni razzisti e xenofobi. Il Consiglio comunale di Anzola dell’Emilia condanna tali fenomeni perché enfatizzano lo spettro della paura e dell’insicurezza, giustificano la giustizia fai da te e annullano la cultura della solidarietà, del riconoscimento delle diversità e dei diritti e l’abbandono delle politiche di accoglienza. Esso ritiene inaccettabile la scelta compiuta dal Consiglio dei Ministri di considerare il soggiorno irregolare in Italia, un reato, per questo passibile di galera, perché rischia di alimentare un contesto politico e culturale di xenofobia e razzismo, oltre che creare conseguenze di grande difficoltà per il sistema giudiziario.

Per questo il Consiglio comunale chiede che il Governo, nell’adottare nuove misure per la sicurezza e la legalità, non perda mai di vista la necessità di coniugarle con l’attuazione di politiche di inclusione e di accoglienza delle persone straniere e di salvaguardia e di affermazione dei diritti senza innalzare alcun steccato e valorizzando, al contrario, le diversità.

Chiede inoltre alla Giunta comunale che si attivi presso il Governo, affinché siano ripristinati gli stanziamenti necessari alle politiche per l’integrazione tra i cittadini italiani, stranieri e appartenenti a diverse minoranze etniche, per assicurare la civile convivenza, nelle diverse comunità locali.