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Con due astensioni ed un voto contrario nelle file dei gruppi di minoranza, il Consiglio comunale di Anzola dell’Emilia ha, nella seduta del 16 giugno, approvato un ordine del giorni in cui si esprime preoccupazione per il provvedimento di annullamento dell’ICI sulla prima casa deciso per decreto dal Governo Berlusconi, pur valutando positivamente il beneficio sui redditi delle persone e delle famiglie. Tale preoccupazione, già condivisa dai sindaci in seno alla Conferenza Metropolitana del 26 maggio, riguarda gli effetti sui bilanci dei Comuni derivanti dall’abolizione dell’unica imposta locale attualmente esistente. I punti di disaccordo con il provvedimento sono essenzialmente due: il primo è che il decreto non dice nulla sui tempi dei trasferimenti compensativi e considerato che con l’ICI si pagano anche gli stipendi dei dipendenti, non è preoccupazione da poco. Il secondo è che sopprimere l’ICI sulla prima casa in assenza di un rinnovo del catasto, vecchio di venti anni nella misurazione delle rendite, porta con sè un considerevole potenziale di provvedimenti iniqui, a beneficio di chi si trova a vivere in super attici accatastati come case popolari.
Anche il Comune di Anzola chiede all’Anci di appoggiare la richiesta dei Comuni per l’apertura di un confronto con il Governofinalizzato al riordino della imposizione fiscale con una maggiore corrispondenza fra territori e ricchezza prodotta in un quadro che salvaguardi i principi di equità e solidarietà.