LA PIAZZA DI ANZOLA DELL'EMILIA E IL MONUMENTO AI CADUTI - Comune di Anzola dell'Emilia

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LA PIAZZA DI ANZOLA DELL'EMILIA E IL MONUMENTO AI CADUTI

La piazza costituisce il fulcro della vita di un paese, sia

per la storia che racchiude, leggibile nei palazzi che la circondano,
sia perchè è riferimento e luogo di incontro per i suoi abitanti.
Anzola non ha avuto una propria piazza fino alla metà degli anni
Venti: le manifestazioni della comunità si tenevano su un terreno di
proprietà Costa, davanti alla chiesa.
L'ingegner Mazzanti, nel suo progetto del 1925, per la realizzazione
di una piazza nel paese scriveva:
"E' bene notare che presentemente il paese di Anzola non ha nessuna
piazza e la popolazione, quando si raduna, sia nei giorni di festa che
di mercato deve soffermarsi lungo la via Emilia, cosa che oltre a tutto
impedisce la viabilità della strada. Così la costruzione della piazza
toglierà questo inconveniente, sarà di decoro al paese....."
In realtà, rispetto al progetto iniziale, la piazza fu connotata solo
dal Monumento ai Caduti; i giardini previsti non vennero realizzati.
Lo spazio fu delimitato da lampioni in ferro battuto in stile liberty.
L'area scelta era in una posizione centrale rispetto al
Municipio, alla via Emilia e alla nuova scuola in fase di progettazione
con l'intento di dare finalmente un fulcro di vita al paese.
Sulla nuova piazza si affacciavano così la scuola, il monumento, il
cinema, la casa del popolo, elementi questi fra i più significativi della
cultura e operosità del paese.

Il Monumento ai Caduti realizzato da Bianca Maria Costa Santarelli
fu inaugurato il 18 Ottobre 1925.

 

Da "IL RESTO DEL CARLINO" del 20 Ottobre 1925
La solenne cerimonia inaugurale del Monumento ai Caduti di Anzola
"Domenica favoriti da una splendida giornata, si sono svolti ad Anzola
gli annunciati festeggiamenti religiosi e patriottici.
Nella mattinata hanno avuto luogo, in chiesa, le tre messe in onore
della Madonna del Rosario; alle quali è seguita la processione che ha
attraversato il paese imbandierato e festante.
Frattanto l'afflusso dei visitatori si è fatto sempre più intenso cosicchè
le cerimonie pomeridiane hanno assunto un carattere di eccezionale
importanza. Al comitato ordinatore dei festeggiamenti sono giunte, tra le altre,le
adesioni di S.E.Federzoni, degli on. Senatori Malvezzi,Pini Dall'Olio
dell'on.Deputato Manaresi, di S.E. il generale Sani e del gen.Radini Tedeschi,
del R.Provveditore agli Studi comm.Rossi, dei Sindaci di Casalecchio, di
Castel S.Pietro e di Marzabotto; del presidente della Deputazione Provinciale
commendator Turchi, della medaglia d'oro capitan Ciancabilla."
Le Autorità intervenute
Tra le autorità giunte al punto di riunione, l'Asilo Infantile, notiamo:
il vice-Prefetto comm.Dentice, il magg.Soldano, in rappresentanza della
Divisione Militare,il cav.Xilo per l'Associazione Combattenti,il cav.
Conti vice-questore, il ten.Ricci in rappresentanza del Comando di gruppo
di legioni della M.V.S.N., il cav.Zanella del Provveditorato agli Studi,
il prof.Gambini per il Sindaco di Bologna, il cav.avv.Froggio. Comissario
prefettizio di Crevalcore; il cav.Pelagatti, il comm.Bevilacqua, il comm.
Lattes dell'Agenzia "Stefani", il cav.Bosi Menotti, Sindaco di Persiceto;
il cav.avv.Maddaleni, sindaco di Calderara; il comm.prof.Tavernari, medico
provinciale, il cav.Lambertini, dell'Associazione Marinai in congedo; il cav.
Zambonelli, centurione della Milizia Nazionale; il cav.Zambelli segretario
del Fascio di Persiceto; il rag. Govi, comissario prefettizio di Borgo Panigale
il sig.Mattioli, segretario del Fascio di Palata Pepoli; il comm.Cacciari, il
Console Zanetti della 69a Legione M.V.S.N., il cav.Zanfanti, in rappresentanza
del Comune di Cesena; l'ing.Puccetti, il maestro Tolomelli, il sig.Golfieri
l'avv.Passuti, il dott,Biavati, il colonnello Salaris ed altri di cui ci sfugge
il nome.
Sono rappresentati il Comune di Anzola, la Sezione Combattenti, il Fascio i
Sindacati e le Scuole di Anzola; le Sezioni Combattenti di S.Agata,Borgo
Panigale, Zola Predosa, Persiceto, Crespellano, Sala Bolognese; i Fasci di
Crevalcore, Ronchi, Crocetta, Calderara, Borgo Panigale,Calcara, Crespellano
Zola Predosa, Ducentola, S.Lazzaro di Savena, Ozzano,le Sezioni Madri e Vedove
dei Caduti di Borgo Panigale e di Crevalcore;la Sezione Mutilati di Crevalcore
i Veterani e Reduci di Bologna, i Garibaldini autonomi di Bologna, i Giovani
esploratori di Bologna; i Sindacati di Calcara, di Crespellano, di Perciceto;
i ferrovieri di Borgo Panigale, i Balilla, di Persiceto e di Zola Predosa,
l'Avanguardia Fascista di Sala Bolognese,l'Unione Marinara di Bologna,i Comuni
di Persiceto, di Sala Bolognese di Crespellano ecc.
Le Autorità sono state ricevute nei locali dell'Asilo dal Sindaco cav. Nerio Costa
e dalle di lui sorelle, tra le quali primeggiava l'autrice dell'apprezzatissimo
monumento ai Caduti signora Bianca Maria Costa-Santarelli, dagli assessori
comunali e dal segretario del Comune, sig. Barbetti.
Alle ore 14.30 giunge da Bologna in automobile l'on. Francesco Meriano, oratore
ufficiale della cerimonia, accompagnato dal dott. Stefano Vici, già Commissario
prefettizio di Anzola e dalla sua Signora, dal capitano Pieri, dal dott. Piero
Pieri. A breve distanza giungono gli on. Leandro Arpinati ed Angelo Chiarini,
accolti da fragorosi applausi.
Le autorità passano in una sala dove viene loro offerto un sontuoso rinfresco.
Notiamo in uno stuolo di elette signore: S. E.la duchessa Braschi, la signora Rina
Giordani, la signora Sarti, la signora Blavati, la signora Vici, le signorine
Costa, la signora Froggio alcune madri e vedove di Caduti, che portano sul petto
le decorazioni dei loro cari.
Il rito della benedizione
Alle ore 15.30, accolto dallo squillo delle fanfare, giunge S. E. il Cardinale
Nasalli Rocca, Arcivescovo di Bologna. Gli vanno incontro il Sindaco, il vice-
prefetto, l'arciprete di Anzola con gli altri sacerdoti.
S.Em si reca in una stanza appositamente preparata dove indossa i paramenti sacri;
quindi ha principio il corteo diretto dal dott. Biavati e dall'avv. Passuti.
Attraverso due ali di popolo acclamante, il corteo giunge sulla piazza dove si
erge il monumento ancora ricoperto dal drappo tricolore, e si dispone attorno al
luogo dove sorgerà il nuovo edificio scolastico.

S.E. benedice la prima pietra del nuovo edificio, la quale è sospesa ad una corda
che il Cardinale taglia con le proprie mani. Quindi le autorità salgono sulla
tribuna innanzi al monumento. Ad un dato segnale il drappo, che ricopriva il
gruppo statuario, cade, e le tre figure di combattenti, un fante, un ardito,
un artigliere, plasmati con mano maestra dalla signora Costa Santarelli appaiono
nel fulgore del sole. Dopo aver benedetto il monumento, S.Em. il Cardinale sale
sulla tribuna e pronuncia un breve discorso esortando gli ascoltatori a
serbar vivo il culto della religione e della patria.
Si avanza quindi il segretario Comunale, il quale fa l'appello dei cento otto
caduti, e ad ogni nome, pronunciato con ferma voce nel silenzio religioso
della moltitudine, risponde il "presente!". dei combattenti e dei cittadini
schierati nella piazza. Compiuto il rito solenne le bambine delle scuole
elementari, bianco-vestite, intonano un dolcissimo coro, amorevolmente guidate
dalla maestra signora Casini. Il dott. Vici, al quale risale l'iniziativa del
monumento ai Caduti, progettato il periodo in cui egli resse,in qualità di
Commissario, il comune di Anzola, prende la parola in nome del comitato per
consegnare il monumento alla rappresentanza comunale. Spesso interrotto da
applausi, egli ricorda i giorni eroici dell'inizio dfella guerra e vede nei
tre soldati, che simboleggiano l'Esercito, quel drappello di ardimentosi che
parti dal piccolo Comune Emiliano nel maggio 1915. Augura che l'opera d'arte
sia custodita gelosamente e tramandata alle future generazioni come memoria,
testimonianza, ammonimento. Presenta al pubblico l'oratore designato per la
cerimonia, on. Francesco Meriano. Il discorso dell'on. Meriano
Salutato da un lungo applauso, comincia a parlare l'on. Meriano. Egli vede un
segno di profonda originalità nella concezione del monumento, che rappresenta
tre combattenti, vivi ed armati e perciò si discosta molto dalle concezioni
sentimentali e pacifiste che erano di moda in tempi vicini.
"Perchè, egli dice, a sette anni di distanza dalla vittoria, il ricordo della
guerra deve servire a preparare il domani; attraverso la rivoluzione fascista
le nuove generazioni si sono saldate a quelle dei combattenti ed hanno
ereditato il loro esempio; una nuova coscienza nazionale fortemente unitaria,
nata dalla raggiunta unità territoriale.
"Tre combattenti vivi e armati, prosegue l'oratore, che vigilano sul loro paese,
spaziando collo sguardo sino al più lontano orizzonte sono il degno simbolo di que-
sta nuova italianità, sono la celebrazione migliore dei Caduti di Anzola
perchè questo volevano i Caduti nel nome di Dio e dell'Italia; che il loro
sacrificio non fosse vano che il loro esempio fosse imitato, che il loro spi-
rito fose trasmesso. Questi tre simboli e questa moltitudine accorrente e reverente
, tra cui sono i parenti dei Caduti e i loro compagni d'armi, i reduci
gloriosissimi, dicono che la volontà dei morti per la Patria si è tradotta
nella più bella realtà. I canti marziali nati nella trincea e nell'assalto
si ripetono oggi per le vie d'Italia ; e non sono più canti di nostalgia e di
rassegnazione come quelli che si apprendevano nelle caserme negli anni ante-
riori alla guerra. Sono canti che esaltano il coraggio, che incitano il co-
raggio."
L'on. Meriano vede in questo nuovo clima spirituale il risultato migliore
della guerra e la più profonda caratteristica rivoluzionaria dei nostri
tempi.
Egli chiude il suo dire con una ispirata perorazione esaltando gli eroi
che ogni giorno sacrificano se stessi alla Nazione: dalle vittime del "Veniero"
agli aviatori caduti sulle sabbie Libiche.
Il vibrante discorso è salutato da uno scrosciante applauso.
Pronuncia infine un breve discorso il signor Mattioli, rievocando i giorni
più aspri della guerra, nella quale un popolo quasi inerme seppe abbattere
un colossale impero, e rivolgendo un saluto al Custode della Vittoria,
, al Capo del Governo Nazionale, che da Roma vigila sulle fortune d'Italia
Anche il discorso di Mattioli è applauditissimo.
Infine, terminati i discorsi, il Sindaco, cav. Costa ringrazia il dott.Vici

dei cittadini che il monumento, segno e pegno di gratitudine agli Eroi,
sarà religiosamente conservato.
Mentre le autorità lasciano tra le acclamazioni il paese, l'animazione
vivissima si protrasse attraverso magnifici festeggiamenti serali,
illuminazioni e fuochi artificiali, fino a tarda ora della notte.

 
 
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